CRETA

15-30 LUGLIO 1997

 

Mappa di Creta

 

 

Creta, isola a metÓ strada fra le coste dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa, Ŕ lunga circa 250 km con una larghezza fra 12 e 60 km; terra molto fertile e con un clima molto favorevole; il raccolto Ŕ sempre abbondante e il Cretese, prima contadino, diviene marinaio e commerciante.

I primi uomini approdano a Creta intorno al 6000 a.C., i Minoici occupano l'isola a partire dal 2800 a.C., e poi i Micenei nel 1450, i Dori nel 1000, i Romani nel 69; gli Arabi se ne impadroniscono nel 824 d.C., i Bizantini la liberano nel 961, i Veneziani dopo la quarta crociata nel 1204, i Turchi vi si istallano dal 1645. Dopo la rivoluzione del 1897 e un breve periodo di autonomia, Creta diventa parte integrante della Grecia dal 1913.

Nel luglio del 1984 si Ŕ inaugurata ad IrÓklion nella Basilica di S. Marco la mostra "Creta antica - Cento anni di archeologia italiana (1884-1984)" nella quale le immagini fissate dagli stessi protagonisti ricreano l'ambiente in cui oper˛ il primo degli studiosi italiani che si avventur˛ nell'isola.

La partenza per Creta del gruppo degli amici Ŕ avvenuta il mattino del 15 luglio 1997 in aereo, con una breve sosta ad Atene. Ad IrÓklion il Iraklion - Sede della SAIAprof. A. Di vita accompagna il gruppo nella bellissima casa turca sede della Scuola Archeologica situata, nemmeno a dirlo, in via Halbherr: simpatico rinfresco con buonissimi dolci cretesi. Nostra base per la prima parte del viaggio Ŕ stato un albergo a Zarˇs situato alle pendici del monte Ida, freschissimo villaggio montano, con eccellenti sorgenti di acqua (un acquedotto arrivava fino a Gˇrtina). Questo villaggio Ŕ un ottimo punto di partenza per l'esplorazione delle grotte sul monte Ida. Qui Halbherr nel 1885 scav˛ il grandioso antro Ideo: la grotta di Zeus dove secondo la leggenda, Rea, sposa di Cronos, nasconde Zeus per salvarlo facendolo allattare dalla capra Amaltea. Qui trov˛ gli scudi e i timpani di bronzo (VII secolo a.C., ora al Museo archeologico di IrÓklion) con la raffigurazione del mito . L'archeologo italiano A. Taramelli nel 1894, esplorando il versante sud del monte Ida, scoprý nella grotta di KamÓres dei superbi vasi minoici di ceramica (detta appunto di KamÓres) con motivi bianchi e rossi su fondo scuro.

 

Il prof. Di Vita ci accompagna a visitare la cittÓ romana di Gˇrtina molto vasta e suggestiva. Abitata sin dal Neolitico, fu rivale di Cnosso Gortina - Sugli scavie dopo la conquista romana divenne capitale delle province di Creta e Cirenaica ampliandosi notevolmente. S. Tito vi istall˛ la prima sede vescovile dell'isola. Le ricerche archeologiche italiane a Creta furono iniziate nel giugno 1884 da Federico Halbherr inviato nell'isola dal suo maestro, il grande Domenico Comparetti, alla ricerca di iscrizioni antiche utili per capire meglio la storia del mondo delle antichitÓ classiche. Dopo poco pi¨ di un mese dal suo arrivo, scoprý scavando a Gˇrtina la pi¨ lunga iscrizione greca giunta a noi: una raccolta di articoli di leggi incisa sulla pietra (prima metÓ del V secolo a.C.) in dialetto dorico arcaico, 17000 lettere su dodici colonne di 52 linee ciascuna con andamento bustrofedico; vi sono motivi per credere che il testo non Ŕ completo. In origine forse fu inciso sulla parte concava di un muro di un edificio circolare, sembra fosse destinato alle adunanze del popolo. Oggi l'iscrizione Ŕ protetta da un portico di mattoni all'OdÚion. A destra della strada proveniente da IrÓklion, vicino all'ingresso, si erge la basilica di ┴gios Titos costruita durante il primo periodo bizantino, pi¨ volte restaurata; la parte meglio conservata Ŕ l'abside con le due cappelle quadrate. A fianco sorgono l'agorß e l'odÚion. Un po' pi¨ lontano, isolato, si trova un famoso platano: la leggenda vuole che sotto di esso sia avvenuta l'unione fra Zeus ed Europa. Sono visibili sulla collina i resti dell'acropoli con le mura bizantine. A sinistra della strada vi sono le rovine della cittÓ greca e romana che raggiunse grande estensione; visitiamo il Pretorio (gli scavi pi¨ recenti lo indicano come ginnasio adiacente allo stadio), i resti delle terme, di un teatro, di un grande circo e la basilica di Mitropoli tagliata in due dalla strada verso Lebena. A Gˇrtina gli scavi pi¨ recenti interessano soprattutto la cittÓ bizantina: fra il 1978 e il 1981 nella parte bassa della cittÓ sono state messe in luce due basiliche a pi¨ navate con mosaici alle pareti e sui pavimenti. Obiettivo delle ricerche attuali Ŕ anche arrivare ad una pianta archeologica del sito. Poi ci rechiamo al villaggio di ┴gii DÚka poco distante con i resti di un anfiteatro romano; una chiesetta, il cui pavimento coincide con quello dell'anfiteatro romano, ricorda il posto del martirio di dieci cristiani sotto l'imperatore Decio. QuÝ sorge la nuova sede della Missione con l'annesso museo trasferito dalla vecchia casa che era stata il vescovado.

Accompagnati dal prof. V. La Rosa, ci rechiamo a visitare i magazzini e gli scavi di Festo le cui rovine sorgono su una collina rocciosa Festo - Panorama degli scavidominante la fertile pianura della Messarß dove scorre il Ieropˇtamos. Il luogo fu abitato dal Neolitico fino all'etÓ bizantina; gli scavi furono iniziati nel 1900 dalla Missione archeologica italiana diretta da Halbherr affiancato da Pernier. Questi eseguý gli scavi del Palazzo ed in seguito si dedic˛ a lavori di consolidamento dei ruderi ma anche a ricerche a LebŔna, porto di Gˇrtina, sulla costa meridionale dell'isola verso il mare Libico, con il celebre santuario di Asclepio e all'Acropoli di PriniÓs i cui scavi sono stati ripresi nel 1969 da una Missione dell'UniversitÓ di Catania diretta da G. Rizza. Nel 1908 Luigi Pernier scopre in un vano del palazzo di Festo un disco di argilla (1700-1600 a.C.) non perfettamente circolare con entrambi i lati coperti di segni impressi con l'aiuto di punzoni: 242 segni con un testo che corre dalla periferia al centro, scrittura certamente sillabica (45 sigilli diversi), con parole separate da linee verticali incise, non ancora decifrata, forse era un inno religioso. Nel 1909 quando Ŕ istituita la Scuola archeologica italiana di Atene, il Pernier ne diventa il primo direttore. Nel 1914 l'attivitÓ degli archeologi italiani subisce una sosta forzata a causa di eventi bellici; dopo il 1950, le indagini della Scuola archeologica italiana di Atene, riprendono sotto la direzione di Doro Levi (aveva identificato Arkades a Prophitis Ilias) divenuto direttore nel 1948 ; Ŕ del 1955 la scoperta dell'archivio di cretule (oltre 6500 esemplari) piccoli pezzi di argilla sui quali venivano stampigliati dei sigilli. Gli scavi proseguono fino al 1966; dopo questa data il prof. Vincenzo La Rosa ne ha preso la direzione proseguendo ancora oggi gli studi e la conservazione delle strutture della zona. Viene costruito sul posto anche un piccolo museo stratigrafico con i reperti non esposti al Museo di IrÓklion.

Sempre accompagnati dal prof. La Rosa, andiamo a visitare Haghýa TriÓda. Nel 1900, mentre il Pernier scavava a Festo, Halbherr Haghýa TriÓda - L'agorÓindirizza le sue ricerche nel territorio circostante e comincia a scavare nel sito di Haghýa TriÓda a circa 3 km da Festo . E' del 1903 la scoperta da parte di R. Paribeni, nei pressi dell'abitato, di una fossa contenente due sarcofagi, uno dei quali di pietra intonacata con dipinte le famose scene di un rituale funebre; restaurato a metÓ degli anni '50, Ŕ ora conservato nel di IrÓklion insieme ad altri preziosi oggetti rinvenuti nella necropoli. Al centro degli scavi sorge la piccola cappella trecentesca di ┴gios Geˇrgios con gli affreschi originali. Andiamo a visitare i resti della villa minoica e la tomba del Principe da dove Ŕ stato estratto il sarcofago dipinto. Nel 1977, voluti da A. Di Vita, direttore della Scuola archeologica, gli scavi ad Haghýa TriÓda riprendono con la direzione di V. La Rosa per riesaminare gli edifici noti e precisare i problemi cronologici, topografici e storici del sito.

 

Con il prof. La Rosa visitiamo il Museo archeologico di IrÓklion che espone i reperti di tutti gli scavi effettuati a Creta. Se ne citano soltanto alcuni. Provengono dal palazzo di Festo: le brocche e vasi nello splendido stile di KamÓres dai colori vivi e dalle bellissime decorazioni con fiori in rilievo; esposto a parte in una vetrina tutta sua, c'Ŕ il disco fittile di Festo uno degli oggetti pi¨ preziosi del museo; da una tomba di Kamilßri vicino a Festo gli eccezionali modellini di terracotta che riproducono riti funebri. Da Haghýa TriÓda: tre vasi di steatite capolavori di esecuzione (il rhyton dei mietitori con un bassorilievo raffigurante un corteo di uomini appaiati che ritornano dai campi, la coppa del giovane principe e il rhyton con gare di pugilato e lotta); il sarcofago unico in pietra scoperto a Creta con il fregio dipinto che gira tutto intorno ed che rappresenta il rituale funebre di alti dignitari. Da Cnosso: un esemplare eccezionale di rhyton in steatite nera, a forma di testa di toro con occhi in cristallo di rocca e diaspro e la "dea dei serpenti" (XVI sec. a.C.) in fa´ence che mostra la moda minoica di vestire; al piano superiore del museo sono esposti gli splendidi affreschi che decoravano le pareti delle grandi sale dei palazzi ispirandosi alla vita quotidiana (cortei, cerimonie, gare) ma specialmente alla natura (giardini con uccelli, animali, piante). Da Mßllia: il gioiello d'oro con due api che depongono il miele, di meravigliosa fattura con una splendida fine granulazione. In una delle ultime sale sono conservati gli scudi e i cembali rinvenuti da Halbherr nell'antro Ideo.

Una giornata Ŕ stata dedicata al giro della cittÓ. IrÓklion presenta un centro storico chiuso da mura veneziane erette nella prima metÓ del IrÓklion - Loggia veneziana1500 e conserva pregevoli monumenti di quell'epoca. Molto interessante il giro a piedi sulle mura opera dell'architetto veronese M. Sanmicheli, lunghe circa 3 km, con otto porte e rinforzate da sette bastioni: sono molto belle ma dovrebbero essere tenute meglio; su uno dei bastioni (Martinengo) c'Ŕ la semplice tomba dello scrittore cretese NÝkos Kazantzßkis autore di "Zorba il Greco" con incise le parole "Non spero in niente, non temo niente, sono libero". Molto panoramico il castello a mare con il leone di San Marco scolpito sulle mura: da qui una bella vista sulla cittÓ, sul porto e sull'isolotto deserto di Dia (solo le capre selvatiche Kri Kri). Sulle rive del porto il cinquecentesco arsenale sempre veneziano. Nel centro storico spicca la fontana Morosini del 1628 con una vasca con otto nicchie e splendide sculture di ninfe e tritoni e la loggia veneziana dove si riuniva la nobiltÓ veneziana, splendido edificio in stile palladiano con un fregio scolpito con stemmi veneziani .

 

Cnosso sempre affollata di turisti Ŕ sconcertante per la sua "teatralitÓ". La costruzione del primo palazzo si colloca intorno al 1900 Cnosso - Il vestibolo suda.C. Gli scavi furono iniziati da A. Evans all'inizio del '900 e durarono per molti anni. Evans non si limit˛ a scavare ma cerc˛ di ricostruire il palazzo usando immaginazione e cemento; purtroppo le ricostruzioni di Evans hanno, a loro volta, bisogno di restauro. Gli affreschi, le cui immagini mancanti sono state anche esse ricostruite, ricoprivano le pareti dei corridoi e delle sale; ora sono al Museo archeologico di IrÓklion e sul luogo vi sono delle copie; molto scenografiche le scalinate anche se in parte ricostruite; il cuore del palazzo Ŕ il grande cortile centrale: da qui si accede alla sala del trono decorata con grifoni, al mÚgaron del re affrescato con i caratteristici scudi e l'ascia bipenne simbolo sacro della civiltÓ minoica (il termine lßbrys ha dato il nome a labirinto), al mÚgaron della regina con la copia dei celebri delfini, e poi al magazzino delle giare veramente colossali. Un po' fuori le mura sono conservate le scale del teatro da cui parte la strada reale.

 

RÚthimno sulla costa nord mantiene diverse testimonianze sia veneziane che turche. Il vecchio porto costruito verso il 1300 Ŕ RÚthimno - Fontana Raimondimolto pittoresco per le taverne che vi si affacciano numerose. La fortezza veneziana eretta da Sforza Pallavicini nel 1573-78 Ŕ pregevole, molto grande; al centro c'Ŕ l'antica cattedrale di S. Nicola (1583) con una grande cupola che fu trasformata dai Turchi nel 1648 in moschea. Dal cammino di ronda si gode un bel panorama sulla cittÓ e sul porto. Di fronte alla fortezza, un bel museo archeologico inaugurato nel 1991. In una piazza al centro storico vi Ŕ la fontana Raimondi eretta da Alvise Raimondi nel 1626 con colonne corinzie e mascheroni; nei pressi un'elegante loggia veneziana del sec. XVI.

 

Haniß (l'antica KydonÝa) sulla costa nord occidentale ha un centro antico di impronta veneziana intorno al porto (fu rinominata La Canea). Hania - Il porto venezianoBen conservati alcuni tratti di mura e bastioni eretti da M. Sanmicheli nel 1538-40; il faro Ŕ stato restaurato nell'800; rimangono solo nove dei ventitrŔ ambienti dei vecchi arsenali veneziani: qui venivano costruite e ricoverate le galere, e sono ancora oggi utilizzati. Nel quartiere di KastÚlli, sul colle che domina il porto, sono stati rinvenuti i resti di edifici minoici (XVI-XV sec. a.C.) dell'antica KydonÝa i cui reperti si possono ammirare nel locale museo archeologico insieme ad alcuni gioielli in oro rinvenuti nelle tombe di etÓ romana. Fu capitale di Creta dal 1898 al 1971 quando fu trasferita ad IrÓklion.

Mßllia si trova in una regione fertile e coltivata soprattutto a banane sulla costa nord-est dell'isola. Vicino all'abitato vi Ŕ un'importante MÓllia - Gli scavizona archeologica scavata dai Francesi. Da semplice villaggio divenne, intorno al 2000 a.C. una vera cittÓ con un palazzo minoico, il terzo a Creta per importanza e grandezza; nel cortile centrale una grande tavola in pietra per le offerte, tonda e con 34 cavitÓ; i reperti degli scavi della vicina necropoli sono molto ricchi: celebre il pendente con le api straordinario gioiello minoico (XVIII sec. a.C.) esposto al Museo di IrÓklion.

 

Di fronte ad Elo˙nda, localitÓ balneare, si trova Spinalonga isolotto roccioso con imponenti rovine della fortezza veneziana del 1579 eretta da Jacopo Foscarini; l'isola Ŕ ora disabitata ma nella prima metÓ del '900 fino al 1953, ha ospitato un lebbrosario.

Gli archeologi greci hanno iniziato gli scavi a Zßkros, sulla costa sud est, nel 1961 mettendo in luce il quarto palazzo minoico di Creta. Anche qui un vasto cortile centrale con attorno i vari ambienti: appartamenti reali, magazzini, botteghe artigiane. Gli oggetti pi¨ preziosi ritrovati sono al Museo archeologico di IrÓklion: molto bello un rhyton di cristallo di rocca e oro.

Nei pomeriggi liberi abbiamo visitato le pi¨ belle localitÓ marine dell'isola. Mßtala a sud-ovest di Haghýa TriÓda in una profonda insenatura con spiaggia sabbiosa e numerose grotte in una parete a picco sul mare. Si pensa fossero abitate in etÓ neolitica e poi utilizzate come sepolture in epoca romana e paleocristiana. In passato frequentate dagli hippy che ne avevano fatto un villaggio primitivo.

Haghýa Galini localitÓ balneare molto frequentata con incantevoli spiagge nei dintorni e grotte marine.

┴ghios Nikˇlaos l'antico p orto di S. Nicol˛ Ŕ un'animata localitÓ balneare sull'ampio golfo di Mirabello, ha un porto commerciale e turistico collegato con un canale ad un delizioso laghetto interno, molto profondo e circondato da taverne e caffŔ. Un bel museo archeologico accoglie materiali di scavo dei siti della parte orientale di Creta. Nei dintorni, a Kritsß, vi sono delle chiese dei sec. XIII-XV con begli affreschi.

Non lontano, la spiaggia di Vai ad est dell'isola ha un vasto palmeto, rocce e una bella spiaggia sabbiosa.

Il 30 luglio ritorniamo in Italia

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