VIAGGIO NELLE ISOLE DEL

DODECANESO

19 settembre - 27 settembre 2010

19 settembre - Ci incontriamo alle ore 9,00 presso l'accettazione Aegean Airlines per il disbrigo delle formalità d'imbarco e partiamo alle 11 per Atene. Qui ci attende una lunga sosta in attesa di prendere un volo interno per Kos alle ore 20,30 circa. Fa molto caldo, ci dicono che la temperatura ad Atene aveva raggiunto i 37°C ed è anche molto umido; nell'attesa qualcuno raggiunge Atene per dare uno sguardo al nuovo museo dell'acropoli, altri leggono e bighellonano per l'aeroporto. Finalmente ripartiamo e  giungiamo a Kos dopo le 21,00. Ci attende un pullman che ci porta in albergo un bel po' lontano dove arriviamo tardissimo, pertanto abbiamo una modestissima "cena" fredda. L'albergo è molto bello, con piscine, piante e molti fiori, ma le stanze sono sparse nel giardino e difficilmente individuabili; alla fine ci sistemiamo nelle stanze abbastanza stanchi.

20 settembre - Ci rechiamo subito all'Asclepieion grande santuario dedicato al culto di Asclepio, ma in verità era un vero e proprio ospedale. La costruzione è grandiosa e si articola in quattro terrazze in un ambiente veramente splendido con magnifica vista verso la costa turca. Si parte dal basso e dopo una prima terrazza con resti di terme, si giunge ad una terrazza con portici su tre lati ed in fondo dei bacini uno dei quali reca un rilievo di Pan. Un'altra scalinata porta alla parte parte più antica (IV-III sec a.C.) comprende l'altare e il primo tempio di Asclepio che conserva i resti di due colone ioniche; da questa terrazza una grandiosa scalinata porta al nuovo tempio di Asclepio periptero dorico del quale restano scarsissimi resti ma dal quale si gode una vista bellissima. Sulla collina retrostante il bosco sacro dei cipressi ci accoglie affranti per il caldo nella sua fresca ombra. Scendiamo e riprendiamo il nostro giro in pullman: visitiamo l'Odéion con interessanti sostruzioni dove furono trovate alcune statue ora nel cortile del palazzo del Gran Maestro a Rodi; la statua di Ippocrate è invece nel museo locale. Per arrivare al Museo Archeologico attraversiamo rapidamente una parte degli scavi archeologici passando a fianco di una latrina monumentale non visitabile perché chiusa; nel museo interessanti statue con le "vestes cooae" che sembrano trasparenti. Dopo una "pausa pranzo" ci rechiamo alla villa romana, nei pressi delle terme centrali, scoperta nel 1933 dagli italiani e poi in parte ricostruita  con pavimenti marmorei e magnifici mosaici: si ha veramente l'impressione di essere in una "Domus". Proseguiamo nella visita di altre case lungo il decumanus il cui nome deriva dal mosaico pavimentale: Domus del ratto di Europa, quella del Sileno e quella del giudizio di Paride. Più oltre le terme occidentali e il ginnasio; nei pressi è la Casa del Giudizio di Paride con un grande mosaico pavimentale:

21 settembre - Abbastanza presto ci trasferiamo al porto di Mastichari per raggiungere l'isola di Kalymnos poco distante. Ci aspetta un pullman e una guida che ci conduce prima al monastero di San Savva moderno in stile bizantino e in posizione fantastica sulla cittadina di Pothia; ci fermiamo anche in una casa contadina locale trasformata in museo con una gran quantità di oggetti di uso quotidiano. A piedi attraverso il centro abitato ci rechiamo al modernissimo museo archeologico dove ci aspetta un ispettore della soprintendenza che ci illustra i numerosi reperti che provengono anche da sequestri di scavi clandestini. Le statue sono splendidamente restaurate, e pensare che sono state trovate frantumate in moltissimi pezzi in una stipe "a trincea". In una stanza separata è esposta, insieme ad altri reperti in bronzo, una statua in bronzo femminile detta "la signora di Kalymnos" trovata in mare negli anni novanta. Purtroppo il battello che ci riporterà a Kos parte abbastanza presto per cui non possiamo recarci a vedere gli scavi del santuario extraurbano di Apollo, ma dobbiamo limitarci ad un giro al porto fermandoci nei negozi di spugne caratteristici dell'isola i cui abitanti erano molto esperti nel pescarle; in uno di questi negozi abbiamo seguito la spiegazione di come si arriva al prodotto che poi sarà utilizzato.

22 settembre - In mattinata abbiamo appuntamento al museo con una ispettrice archeologa che ci guiderà in modo molto esauriente e dettagliato nella visita dell'area archeologica dove si cominciarono gli scavi dopo il terribile terremoto del 1933 che rase al suolo la città. Si creò così uno dei primi parchi archeologici cittadini del mondo. Entriamo dalla parte del santuario di Afrodite dove era venerata l'Afrodite Pandemos e Pontia che proteggeva i marinai; collegato ad esso il santuario di Eracle e di fronte una basilica paleocristiana e un battistero. Proseguendo si arriva a un quartiere di abitazioni e infine all'Agorà con due colonne rialzate appartenenti al portico est; recenti studi hanno stabilito che l'agorà si allungava per circa 300 metri in direzione della Domus romana e pertanto inglobava anche l'altare di Dioniso e il tempio degli Attalidi, ma molto è sepolto sotto le abitazioni moderne. Tornando indietro verso il porto si scorgono le maestose volte dei Propilei che con una monumentale gradinata si raccordava con il quartiere del porto. Terminata la visita andiamo verso il Castello dei Cavalieri passando prima dal c.d. "Platano di Ippocrate". Il castello domina il porto di Mandráki e si può percorrere il cammino di ronda delle mura esterne con suggestiva vista sul porto e sulla costa turca con il golfo di Alicarnasso. Nel pomeriggio, essendo questo l'ultimo giorno che passiamo a Kos, ci rechiamo a Kéfalos dove su uno sperone di roccia sulla spiaggia vi è in posizione molto suggestiva il complesso paleocristiano di Santo Stefano con mosaici sui pavimenti.

23 settembre - Al mattino ci trasferiamo al porto di Kos per prendere il traghetto per Rodi. Il mare è calmo e la giornata molto calda. Per passare il tempo l'amico Basilio ci fa una conferenza sulle piante del Dodecaneso. Facciamo scalo a Nísyros isola vulcanica molto fertile e con una rigogliosa vegetazione e a Tílos poco frequentata dai turisti. Arriviamo a Rodi verso le ore 14 e ci trasferiamo in pullman nell'albergo che è abbastanza centrale e proprio sul mare verso la punta dell'isola. Dopo un breve riposo, cominciamo un primo approccio con la città, tutto rigorosamente a piedi; passiamo dietro il monumentale Albergo delle Rose e proseguiamo verso il porto Mandráki lungo il quale si trovano i palazzi pubblici costruiti dagli italiani fra il 1912 e il 1947: Palazzo del Governo in stile gotico-veneziano che richiama il Palazzo Ducale, il Teatro nazionale, la chiesa di San Giovanni in stile cavalleresco Palazzo di Giustizia e Tribunale, la Banca d'Italia ora corretta in "di Grecia", il Mercato di ispirazione orientaleggiante poligonale con al centro un padiglione per la vendita del pesce. Poco distante è la moderna porta della Libertà che ci fa entrare nella "città dei Cavalieri", il Collacchio: incontriamo per primi i resti del Tempio di Afrodite, poi passiamo a fianco del primo ospedale dei Cavalieri ora sede della biblioteca FERT e diamo uno sguardo all'esterno dell'Ospedale dei Cavalieri sede del Museo Archeologico che visiteremo domani; percorriamo la via dei Cavalieri (odós Ippotón) fino al Palazzo del Gran Maestro che venne in gran parte distrutto dall'esplosione di una polveriera nella metà circa del 1800, poi ricostruito dagli italiani nel 1939-40. Ritorniamo verso l'albergo attraversando la porta d'Amboise e il giardino dell'antico Albergo delle Terme.

24 settembre - Ritorniamo nella città dei Cavalieri dove abbiamo diversi appuntamenti importanti: il primo presso l'Eforia alle Antichità nel cui giardino sono conservati i resti del Tetrapylon romano che era un arco quadriforme posto in modo scenografico verso il porto; purtroppo si vede molto poco essendo l'area non liberata dall'erba molto alta; all'uscita veniamo guidati attraverso la città fino ad alcuni scavi recenti che ci indicano come probabile agorà. Torniamo indietro e visitiamo il Palazzo del Gran Maestro nel cui cortile sono sistemate diverse statue che provengono dall'Odéion di Kos; l'ambiente è molto suggestivo anche se ricostruito e sono molto belli i pavimenti delle sale superiori in mosaico provenienti sempre da Kos. Andiamo ora nel Museo Archeologico ospitato nell'Ospedale dei Cavalieri dove sono esposti marmi ellenistici, lastre tombali e mosaici fatti con piccolissimi ciottoli; meritano particolare attenzione la Venere pudica e la Venere di Rodi molto elegante inginocchiata nell'atto di sollevare i capelli. Altro pezzo molto famoso è una stele funeraria (IV sec. a.C.) trovata a Kámiros che mostra Krito mentre saluta la madre Timarista morta. A questo punto il gruppo si separa (è l'ora del pranzo) ed ognuno è libero. Rientrando in albergo, approfittiamo per percorrere dall'esterno le mura che affacciano sul porto: notevole la porta Marina molto imponente con i suoi due torrioni.

25 settembre - Al mattino prima visita alla necropoli di S. Giovanni ma manca la chiave per vedere la parte più interessante, rimandiamo la visita al giorno seguente che è domenica ma noi siamo "raccomandati". Partiamo per Ialiso, anzi più precisamente per la collina del Fileremo che era l'acropoli dell'antica città. Il pullman sale per una strada ripida e tutta tornanti, il panorama è stupendo; arrivati in cima ci accoglie una nutrita colonia di pavoni, maschi, femmine e piccoli; per prima cosa, essendo ancora pieni di vigore, scendiamo per un ripido sentiero in parte a gradini e alquanto faticoso (figuriamoci la salita!!) fino alla fontana dorica (IV sec. a.C.) con bacino rettangolare addossata alla parete rocciosa e portico dorico a sei colonne. Risaliamo il fianco della collina e visitiamo la zona archeologica con i resti del tempio di Athana Poliàs vicino al monastero ortodosso e alla chiesa di Nostra Signora del Fileremo eretta in forme gotiche dai Cavalieri e ricostruita in parte dagli italiani. Da un punto panoramico abbiamo una vista splendida sul mare e sulla fertile pianura di Trianda; ritornando al pullman abbiamo l'occasione di scendere nella cappella di S. Giorgio piccola cripta interamente ricoperta di affreschi cavallereschi che doveva far parte forse di una chiesetta bizantina. Partiamo per Camiro una delle tre città dell'esapoli dorica insieme a Lindos e Ialiso. La città è posizionata scenograficamente sul fianco di una collina; la visita inizia dalla area sacra inferiore dove si nota un grande recinto rettangolare su due piani: in basso un grande altare dedicato a Hèlios, più in alto 9 altari in fila dedicati ad altre divinità, un tempio dorico dedicato probabilmente ad Apollo e una fontana dorica monumentale (seconda metà IV sec a.C.). Una grande strada in parte a scale attraversa i quartieri abitativi e raggiunge l'acropoli. La grande Stoà ci accoglie con tutta la maestosità dei suoi 200 m di lunghezza, sotto di essa si può ancora vedere una grande cisterna arcaica non più utilizzabile perché era attraversata dalle fondazioni della stessa Stoà; dopo un'altra scalinata si giunge sulla parte superiore dell'Acropoli dove sono poco visibili i resti del tempio di Athana Poliàs, mentre quelli di Zeus Polieus sono completamente scomparsi forse a causa di un violento incendio recente. Ritorniamo a Rodi ed alcuni di noi si fanno lasciare sull'Acropoli (Monte Smith): vediamo le colonne angolari del tempio di Apollo Pizio, rialzate in fase di restauro dagli Italiani, scendendo i resti del Tempio di Artemide ed infine l'Odéion e lo Stadio quasi completamente ricostruiti. E di qui a piedi attraverso la città nuova molto bella ed elegante fino all'albergo.

26 settembre - Giornata molto intensa; cominciamo con una visita ai ninfei dell'Acropoli dove incontriamo la Sovrintendente alle antichità di Rodi che in francese ci illustra magistralmente i luoghi che sono molto suggestivi; ritorniamo alla necropoli di S. Giovanni e questa volta possiamo entrare nella parte chiusa e non vista il giorno precedente. Questo è un ipogeo completamente sotterraneo scavato nella roccia, nei lati lunghi della camera si aprono dei loculi con copertura a doppio spiovente e più in alto nicchie che potevano contenere urne cinerarie ritrovate in situ; gran parte dei corredi funerari sono ancora nel luogo originario. Riprendiamo il nostro pullman e ci dirigiamo a Lindos. Il pullman ci lascia in un piazzale da dove prendiamo un bus navetta fino alla base dell'Acropoli: comincia una lunghissima salita di scale e sentieri tutti pavimentati con ciottoli molto levigati e scivolosi, massima attenzione non tanto in salita ma maggiormente nella discesa. Attraversiamo il villaggio alla base pieno di negozi ininterrotti e finalmente giungiamo al Monumento di Hagèsandros raffigurante una trireme rodia sul ponte della quale era collocata la statua bronzea dell'ammiraglio fattura forse dello stesso scultore della Nike di Samotracia. Con una ripidissima scalinata si giunge all'ingresso della fortezza e da qui alla Stoà inferiore con alcune colonne doriche rialzate e parzialmente ricostruite dai greci; sulla destra le rovine della piccola chiesa bizantina dedicata a S. Giovanni. Una monumentale scalinata porta alla terrazza della Stoà superiore e quindi al tempio dorico di Athana; da qui si ha una spettacolare vista verso l'insenatura di S. Paolo. Riprendiamo la via del ritorno ma ci fermiamo alla Terme di Calitea che dopo anni di abbandono sono state restaurate e aperte al pubblico come luogo di svago: felice esempio di architettura italiana nel dodecaneso. Dopo cena ci riuniamo in una sala dell'albergo per ringraziare il prof. Di Vita e per salutare chi partirà al mattino presto per altra destinazione che non sia Roma.

27 settembre - Si parte per Roma (scalo ad Atene) nel pomeriggio e pertanto ognuno trascorre la mattinata come vuole: noi facciamo una lunga passeggiata lungo il porto di Mandráki e poi uno splendido e fantastico giro delle mura fortificate lungo il fossato interno, molto pulito e ben tenuto. Veramente un ottimo commiato!!

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