SICILIA ORIENTALE E MALTA

1 maggio - 12 maggio 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 maggio - Riunione dei partecipanti e partenza da Roma FCO per Catania alle ore 10,15; alcuni amici ci aspetteranno direttamente all'albergo di Catania. Il nostro caro presidente purtroppo non può essere con noi in questo viaggio; della logistica viene incaricato l'amico Giancarlo che egregiamente, anche nei momenti più difficili e delicati, riesce egregiamente a organizzarci: a lui i nostri più cari e affettuosi ringraziamenti!!!! Per fortuna l'albergo è abbastanza centrale e dopo uno spuntino facciamo una passeggiata fino al Giardino Bellini molto frequentato (è domenica) anche se il tempo è coperto. Nel pomeriggio appuntamento con la dott.ssa Maria Grazia Branciforti che ci porta a piedi in giro per la città cominciando dai "Quattro canti" e proseguendo nella via Crociferi monumentale via con magnifiche chiese barocche, conventi e palazzi; in fondo alla via l'arco di S. Benedetto che sembra sia stato costruito in una sola notte per unire la Badia grande a quella piccola. In questa strada passa la processione di S. Agata che si ferma sotto l'arco per ascoltare i canti delle suore benedettine; oltrepassato l'arco si incontra la chiesa di S Francesco d'Assisi e nella piazza il monumento al cardinale Dusmet. Proseguiamo verso il castello Ursino che un tempo era sul mare ma poi l'eruzione dell'Etna del 1669 colmò i fossati e fece avanzare la linea di costa. Visitiamo il museo civico e passando per le Terme dell'Indirizzo chiuse per restauri, arriviamo in piazza Duomo; purtroppo è in corso una funzione religiosa e dopo essere stati rimproverati siamo costretti ad uscire e aspettare che finisca. Nell'interno la tomba del musicista Vincenzo Bellini; notevole la cappella di S Agata; non abbiamo però il permesso per visitare le Terme Achilliane. Il pullman ci riporta in albergo.

2 maggio - Abbiamo un appuntamento con la dott.ssa Maria Costanza Lentini direttamente presso il Teatro Greco di Taormina. Il pullman ci lascia alla base della rupe di Taormina e con un ascensore arriviamo a Porta Catania; percorriamo a piedi anche velocemente, perché siamo in ritardo, il corso Umberto I° dando per il momento solo uno sguardo alle allettanti vetrine dei dolci. Presso la biglietteria ci aspetta la dott.ssa Lentini che ci guida nel teatro e ci spiega in modo molto dettagliato la storia e i vari restauri; avendo altri impegni ci da appuntamento presso il museo di Giardini Naxos. Noi siamo liberi di girare: alcuni vanno per negozi, altri completano la visita archeologica con l'Odeon e le Naumachie. Dalle varie terrazze il panorama è davvero superbo con l'Etna ancora coperta di neve; intanto il tempo va peggiorando. Il museo archeologico di Naxos è sulla punta di capo Schisò e contiene reperti degli scavi; tra i vari reperti emerge la storia singolare di un altarino con decorazione a rilievo di due sfingi affrontate in due frammenti conservati uno a Naxos e il più piccolo ad Heidelberg. Furono riconosciuti dall'archeologa Paola Pelagatti e infine ricomposti alla fine degli anni '90. Dopo il museo ci avviamo attraverso gli scavi percorrendo le plateiai e seguendo le mura ciclopiche poligonali molto belle e abbastanza ben conservate. Arriviamo all'area sacra in cui sono i resti di un tempio forse dedicato ad Afrodite, due fornaci e altari. Non abbiamo tempo di terminare la visita perché un violento temporale ci costringe a rientrare di corsa nel pullman e ripartire. Non possiamo però non andare alle gole dell'Alcantara che nonostante il violento nubifragio sono sempre un luogo affascinante.

3 maggio - Ci incontriamo di nuovo con la dott.ssa Branciforti per iniziare la visita della Catania archeologica. Cominciamo con il teatro romano costruito su di uno greco precedente di cui rimangono pochi resti. La Branciforti ci spiega dettagliatamente i problemi avuti negli scavi, nei restauri ma principalmente negli espropri e in parte nelle demolizioni degli edifici che erano stati costruiti sulle strutture antiche. Annesso al teatro l'antiquarium regionale suddiviso fra gli ambienti di ingresso e i locali della casa Liberti donata dal precedente proprietario. Tralasciamo l'Odeon perché è tardi e ci dirigiamo verso le "Terme della Rotonda"; l'ipotesi più recente è che la chiesa in realtà non è il calidarium di una terma romana ma fu edificata sopra le terme distrutte dalle invasioni barbariche del VI-VII sec. e che, in seguito, dal XI sec. il luogo fu adibito a sepolture. Nell'interno si conservano alcuni affreschi che necessitano di restauri, mentre all'esterno si vedono i resti dell'edificio termale che era alle spalle del teatro al quale era connesso ed alcune tombe. Ci apprestiamo a visitare il monastero benedettino di S. Nicolò l'Arena, sede della Facoltà si Lettere e Filosofia dell'Università. Ci accompagnerà nella visita una ragazza appartenente all'associazione "Officine Culturali" con la quale la Facoltà ha stipulato una convenzione per rendere accessibile il Monastero con percorsi guidati. Percorriamo i due chiostri più grandi in fondo ai quali è visibile il livello raggiunto dalla lava del 1669. poi entriamo nell'interno visitando lo schedario, la biblioteca, le cucine; è possibile anche ammirare tramite corridoi sopraelevati i pavimenti a mosaico della domus romana mentre il refettorio grande non è visitabile perché è in corso una lezione; dalla cantoria è possibile affacciarsi all'interno della chiesa che è chiusa per restauri. Usciamo dal complesso scendendo dallo scalone d'onore.

4 maggio - Partiamo per Siracusa. Ci aspetta all'ingresso del Museo Archeologico regionale "Paolo Orsi" la dott.ssa Beatrice Basile che con competenza ci illustra le varie sale del museo che dalla preistoria e protostoria siciliana (calchi di due elefanti nani), attraverso il settore dedicato alle colonie greche e Siracusa giunge fino alle subcolonie di Siracusa (Akrai, Kasmene e Kamarina), a Gela, ad Agrigento, e ad alcuni centri indigeni dell'interno ellenizzati; nel piano inferiore è esposto un interessantissimo e molto bello medagliere trasferito qui dalla primitiva esposizione nel museo di piazza Duomo; completa l'esposizione una scelta di oggetti di oreficeria. Usciti dal museo ci rechiamo presso le catacombe di S. Giovanni guidati dalla dott.ssa Mariarita Sgarlata ricercatore di Archeologia cristiana e medievale che ci illustra l'importante luogo caratterizzato da un asse viario principale dove confluiscono numerose gallerie; caratteristici sono alcuni ambienti più ampi, quadrangolari o circolari coperte a cupola: uno di questi è detto di Adelfia per il grande sarcofago con iscrizione lì ritrovato; discretamente conservate alcune pitture sulle pareti e sulle volte. Nel pomeriggio incontro in piazza Duomo a Ortigia con la dott.ssa Concetta Ciurcina che ci illustra il Duomo eretto sull'antico tempio dorico di Athena di cui rimangono le colonne; nell'interno la cappella di S. Lucia la cui chiesa è sulla destra della piazza del Duomo. Sulla sinistra del Duomo sotto il palazzo del Comune ci sono i resti di un tempio ionico forse dedicato ad Artemide; nell'ingresso del palazzo vi sono dei modellini dei due templi mentre è in costruzione un accesso per rendere fruibile il sito. Proseguiamo la passeggiata sul lungomare rasentando la fonte Aretusa per raggiungere il castello Maniace: poderosa struttura militare con un bel portale di accesso e un grandissimo salone a volte. Ritorniamo a piedi verso il posteggio del pullman che ci riporterà in albergo.

5 maggio - Mattinata dedicata alla visita del Parco archeologico della Neapolis guidati dalla dott.ssa Maria Amalia Mastelloni. Iniziamo la visita dal teatro greco, ma c'è un po' di delusione in quanto si sta allestendo la stagione teatrale e i gradini della cavea sono ricoperti di tavole di legno. Saliamo in cima alla cavea dove vi sono alcune grotte e da quella centrale scaturisce acqua dell'acquedotto greco. Proseguiamo la visita entrando nella latomia del Paradiso e, da una parte nascosta, nella grotta dei Cordari che non è visitabile: il posto è molto suggestivo e sul soffitto si notano i segni chiari dell'estrazione del calcare; entriamo anche nell'orecchio di Dionisio, grotta artificiale con una straordinaria proprietà acustica. Uscendo diamo uno sguardo all'ara di Ierone e all'anfiteatro romano in verità poco visibile per la folta vegetazione che lo ricopre. Riprendiamo il pullman e andiamo al Castello Eurialo un po' fuori città, con poche indicazioni, per fortuna siamo guidati. E' in posizione strategica, con tre profondi fossati e un complesso apparato difensivo; nell'interno caserme, passaggi nascosti e porte a tenaglia. Nel pomeriggio torniamo ad Ortigia per completare la visita con il tempio dorico di Apollo periptero con 6x17 colonne monoliti in pietra , vicinanza eccessiva delle colonne laterali e con cella divisa in tre navate da due colonnati. Avendo ancora un po' di tempo andiamo a vedere un "Miqwè" cioè un bagno di purificazione rituale ebraico considerato fra i più antichi d'Europa; si trova nei sotterranei di un palazzetto trasformato in albergo e non si può fotografare.

6 maggio - Partenza in direzione di Ragusa: tappa obbligata la villa del Tellaro. Non facilmente raggiungibile per mancanza di indicazioni precise; arriviamo alla villa dopo aver intravisto "La Pizzuta" dell'area di Eloro che non possiamo raggiungere perché la strada sterrata e stretta non è adatta al nostro mezzo di trasporto. Ci guida nella visita la dott.ssa  Maria Teresa Di Blasi. Scoperta casualmente quarant'anni fa sotto le rovine di una masseria, si tratta dei resti di una villa romana del IV sec. d.C. con pavimenti ricoperti da straordinari e raffinati mosaici policromi; la masseria restaurata è diventata un museo dove con fotografie e testi è raccontata la storia del ritrovamento. Della villa molto grande, circa 6 mila metri quadrati, sono visibili i mosaici del pavimento del portico nord del peristilio e dei tre ambienti che vi si affacciano probabilmente dovuti a maestranze dell'Africa settentrionale. Il corridoio è un tappeto con festoni di alloro ed elementi geometrici mentre nelle tre stanze vi sono scene molto più complesse: nella prima purtroppo non integra perché vi poggiava la fondazione della masseria ha al centro la scena della pesatura del corpo di Ettore e intorno una fascia con animali; nella stanza centrale quattro crateri agli angoli ricolmi di frutta delimitanti quattro formelle rettangolari con Satiro e Menade; nell'ultima stanza una scena di caccia molto complicata che si legge dall'alto in basso cominciando dalla cattura degli animali per finire in un banchetto, al centro molto danneggiata (è integro solo il volto) una figura femminile simbolicamente l'Africa. Riprendiamo il viaggio e ci fermiamo a Noto, città iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Visitiamo questa bellissima città barocca entrando dalla porta Reale e, percorrendo il corso principale, arriviamo alla Cattedrale alta su di una scenografica scala a tre rampe; restaurata dopo il crollo della cupola e della navata centrale, ora è agibile e si possono ammirare i nuovi affreschi della cupola e le nuove vetrate. Di fronte alla Cattedrale il municipio (palazzo Ducezio); più avanti via Nicolaci in salita e con un bel palazzo con balconi e mensole in pietra scolpite conduce alla chiesa di Montevergine. Ci fermiamo anche a Modica per ammirare le due chiese madri della città: S. Pietro nella città bassa e S. Giorgio nella città alta. Ripartiamo per Ragusa.

7 maggio - Al mattino appuntamento presso il museo archeologico Ibleo con il dott. Giovanni Di Stefano che ci illustra la storia del museo e ci guida nelle varie sezioni espositive dalla preistoria a Kamarina, a Castiglione con il Guerriero, Scornavacche, Kaukana. Notevoli le ricostruzione di necropoli e botteghe di vasai. Raggiungiamo ora il museo di Kamarina ospitato in una fattoria di fine '800 posta nel punto più alto della collina tra i resti del tempio di Athena. Nella prima sala è ospitata l'archeologia subacquea con i reperti dei relitti trovati; poi una grande sala con moltissime anfore rinvenute principalmente nelle necropoli; una delle sale successive è dedicata al tempio di Athena con un plastico del tempio e con la visione degli scavi fatti; ci spostiamo all'aperto per goderci il panorama (anche del Club Med) e la visione dell'area archeologica che non possiamo visitare. Avendo ancora un po' di tempo prima di rientrare in albergo, ci regaliamo una pausa raggiungendo la vicina località di Punta Secca dove è stata ubicata la casa del televisivo commissario Montalbano; vi sono degli operai che ripuliscono la casa e così possiamo entrare; poi altra sosta presso il castello di Donnafugata (sempre Montalbano) che però è chiuso. Rientriamo a Ragusa per visitare la Ragusa Ibla: saliamo dalla parte del giardino Ibleo dove si vede il portale di S. Giorgio Vecchio distrutta dal terremoto del 1693. Proseguiamo lungo il corso principale abbellito di palazzi e chiese barocche fino a raggiungere il Duomo dedicato a S. Giorgio: l'imponente facciata barocca con torre campanaria centrale si innalza su una scalinata chiusa da una cancellata; l'ingresso è da una strada laterale dove è possibile anche visitare il museo annesso.

8 maggio - Partiamo per Gela dove visitiamo subito il museo archeologico che sorge vicino all'acropoli e i cui reperti distribuiti su due piani sono esposti in modo cronologico dalla preistoria all'età medievale; al secondo piano in bella evidenza il cratere laconico a figure nere rientrato a Gela, dopo un lungo peregrinare, per una operazione di sequestro in Svizzera da parte dei Carabinieri. Mentre una parte del nostro gruppo rimane al museo per approfondimenti, altri si recano a vedere le mura di Capo Soprano risalenti al IV sec. a.C. Ben conservate e protette ora da una tensostruttura bianca hanno la particolarità di essere costruite nella parte inferiore con blocchi di arenaria, mentre la parte superiore è fatta di mattoni di argilla crudi (cotti al sole); inoltre lungo le mura vi sono scoli per l'acqua piovana, piccole porte e scale d'accesso ai camminamenti di ronda. Nel parco accanto al museo si intravede attraverso una cancellata l'unica colonna superstite di uno dei templi dedicati ad Athena. Partiamo per Chiaramonte Gulfi paese natale del prof. Antonino Di Vita presidente della nostra associazione. Siamo a pranzo con l'ex sindaco Sebastiano Gurrieri in un noto ristorante della cittadina e dopo pranzo, guidati dal sig. Emanuele Golino, visitiamo i molteplici musei cittadini: di cimeli storico militari, di arte sacra con un bel Presepe con statuine di terracotta, la casa museo liberty unico in Sicilia, l'ornitologico, degli strumenti etnico musicali, dell'olio con una notevole pressa del 1600 ed infine la pinacoteca Giovanni De Vita dove ci salutiamo con i nostri accompagnatori.

9 maggio - Il catamarano per Malta non parte più alle ore 9,00 di mattina ma dodici ore più tardi alle ore 21,00 circa. Non possiamo a questo punto lasciarci sfuggire la visita alla Villa Romana del Casale a Piazza Armerina. Ci guiderà l'architetto Roberta Bianchini, direttore tecnico dei lavori di restauro; seguendola possiamo vedere alcune zone della villa ancora non aperta al pubblico come le terme, la palestra e alcuni ambienti del lato nord (sala della piccola caccia e sala degli eroti pescatori. Aperta invece la Basilica, ma con i restauratori ancora al lavoro sul pavimento in marmo, con la nuova copertura in legno. Le sale più ammirate sono quella della grande caccia e quella delle ragazze in bikini. Molto soddisfatti di questa visita ci salutiamo con l'architetto. Facciamo una breve sosta con passeggiata a piedi a Scicli e poi prendiamo la strada verso Pozzallo da dove partiremo la sera per Malta. Arriviamo a Malta circa a mezzanotte; in albergo che si trova ad un ventina di chilometri dalla Valletta vicino a St. Paul's Bay; ci sta aspettando molto gentilmente l'ing. Gennaro Tampone che ci da appuntamento per la mattina seguente per recarci a Gozo.

10 maggio - Ci rechiamo al porticciolo di Ċirkewwa per imbarcarci per Gozo. C'è molto vento, rasentiamo l'isola di Comino e Cominotto con la splendida Laguna blu. La guida nonostante le nostre proteste ci porta subito a Dwejra Point un luogo panoramico per ammirare la Azure Window e il Fungus Rock. Poi finalmente arriviamo Ġgantija Temples il più antico dei templi megalitici dell'arcipelago maltese (circa 4000 a.C.) costituito da due templi affiancati con l'inconfondibile pianta lobata racchiusa da una muratura esterna che è l'elemento più impressionante del sito con monoliti perfettamente incastrati tra di loro e con misure veramente notevoli. Dopo raggiungiamo Victoria per visitare il Museo Archeologico. Saliamo alla cittadella con la cattedrale di Santa Maria su ampia scalinata e visitiamo il museo che espone reperti dei templi appena visitati. Ci aggiriamo un po' nelle campagne nei pressi di Ta' Ċenċ alla ricerca di dolmen e cart-ruts. Riprendiamo il traghetto per Malta e ci diamo appuntamento dopo cena in una saletta dell'albergo per una conferenza dell'ing. Tampone e della Dr JoAnn Cassar maltese ma con un buon italiano.

11 maggio - Giornata dedicata a Malta. Cominciamo con i templi di Tarxien a Paola: i templi sono tre e si entra dal più recente; molte delle parti scolpite e delle sculture sono copie esatte degli originali che sono nel museo archeologico di Valletta. La pianta è molto complessa e articolata ed è faticoso orientarsi anche perché il luogo è molto frequentato; vicino all'ingresso vi sono i resti maestosi di una divinità grassa e molti blocchi sono decorati da spirali o da tanti buchetti messi in modo regolare con difficile interpretazione (calendario?); nel secondo tempio c'è un bassorilievo con due tori e una scrofa simboli di forza e fertilità; il tempio più antico non è particolarmente decorato. Riprendiamo il pullman e dopo una sosta per ammirare dall'alto delle piccole imbarcazioni che entrano nella Blue Grotto e in lontananza la visione della inaccessibile isola Filfla (riserva naturale) arriviamo al sito archeologico che comprende il tempio di Ħaġar Qim e quello di Mnajdra. Questi due templi sorgono in posizione sopraelevata in vicinanza del mare isolati in un contesto naturale che non si trova negli altri templi che sono invece soffocati dalle costruzioni. Per salvaguardarli sono stati coperti da tensostrutture; nell'interno del primo, sempre in copia, un altare finemente decorato con motivi arborei e all'ingresso il più grande monolite utilizzato lungo 7 metri e pesante 20 tonnellate; tutta la zona di accesso è pavimentata con lastre di globigerina pietra locale dorata usata anche oggi nella costruzione degli edifici. A 500 metri più vicino al mare sorge il secondo complesso formato in effetti da tre templi accostati ma non comunicanti: nel tempio centrale vi è in bassorilievo un modellino di tempio visto di fronte, mentre per quello a sinistra e a un livello inferiore si è ipotizzato che fosse un osservatorio solare. Raggiungiamo ora il centro di Valletta per visitare la St. John's Co-Cathedral che ha un pavimento coperto da oltre 400 pietre tombali in marmi policromi e una volta a botte affrescata; nell'oratorio la famosa tela del Caravaggio del 1608: Decollazione di San Giovanni Battista. Usciti dalla chiesa, quasi tutti vanno al museo archeologico mentre solo cinque (unici biglietti rimasti per la visita che è limitata a 10 persone all'ora previa prenotazione) vanno in taxi a visitare a Paola nei pressi dei templi di Tarxien, l'Ipogeo di Hal Saflieni (3600 a.C.) dove purtroppo è assolutamente vietato fotografare. Questo è un struttura sotterranea articolata su tre piani: il primo più superficiale ma già a 10 metri sotto il livello stradale è il più antico e utilizza grotte preesistenti, man mano che si scende appare una architettura sotterranea simile a quella dei templi di superficie con soffitti dipinti, nicchie, finestre. In origine forse era un santuario, poi divenne necropoli e sono stati trovati resti ossei per circa 7000 individui. L'ambiente è molto suggestivo, doveva essere assolutamente privo di luce e con poca aria; non ci sono però segni sulle pareti di illuminazione con torce o lampade, probabilmente venivano portate via. Siamo molto impressionati dal posto, veramente unico. Ritorniamo in albergo, domani alzataccia per rientrare in Italia                                               

12 maggio - Partenza alle ore 7,00 da Valletta a Pozzallo. Il mare è calmo e arriviamo presto; l'aereo parte da Catania  circa alle 18,00: dobbiamo occupare queste ore e pensiamo di andare a Noto Antica. A Noto città ci aspetta il dott. Frasca che ci farà da guida; con il pullman superiamo il Santuario della Madonna della Scala e cominciamo a salire sul colle dell'Alveria a circa 450 metri. Proseguiamo a piedi per una stradina sterrata e possiamo ammirare le possenti mura cinquecentesche della città antica; scavata nella roccia si vede una necropoli sicula seminascosta dalla vegetazione che è molto rigogliosa. L'ingresso al sito è la Porta della Montagna, ma bisogna studiare la mappa per orientarsi in quanto il posto non è attrezzato; continuiamo a salire e incontriamo il Castello Reale con la sua grande torre e porzioni di fortificazioni. Poiché il castello è anche servito da carcere è possibile vedere dei graffiti  e un bassorilievo lasciato dai carcerati e recentemente a ridosso del castello sono stati trovati i resti della chiesa annessa. Vorremmo proseguire la visita, ma una notizia inaspettata ci raggela: l'Etna è in eruzione e per la cenere l'aeroporto di Catania è chiuso al traffico!!!Pensiamo di raggiungere Catania il più presto possibile per controllare la situazione; purtroppo l'aeroporto è un bivacco generale e moltissima gente è in attesa di notizie che purtroppo non sono molto buone: è impossibile imbarcarsi negli aeroporti di Palermo o Reggio Calabria perché sovraffollati, non c'è un posto in treno nemmeno a pagarlo oro, e allora cosa fare per raggiungere Roma??Unica possibilità un pullman di linea ma i primi posti liberi (siamo 25) li troviamo per la partenza delle ore 21. Con molta pazienza ci mettiamo in attesa e finalmente partiamo. Arriviamo a Roma alle ore 8,30 del giorno dopo!!!!

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